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Filosofia dell'Escursionismo PDF Stampa E-mail
Scritto da GFranco   
Mercoledì 27 Gennaio 2016 00:00

 

 

FILOSOFIA DELL'ESCURSIONISMO


È una bella giornata, anche oggi come tutte le domeniche, sono in montagna. Zaino in spalla e via. Parto sempre con il sospiro di chi non è certo di farcela. Il primo tratto è nel bosco, mi piace molto il suo odore; quando vengo in montagna non mi lavo neanche la faccia, solo i denti, voglio sentire bene i suoi profumi.

Esco nei prati, si apre un bel panorama, cerco subito di individuare la mia meta, do un'occhiata alla carta per esserne certo.

Scavalco un ruscello, seminando il panico tra giovani piccole rane, mi sento Gulliver, poi alzo gli occhi e mi sento lillipuziano.

Passo una pietraia, ci sono gli ometti a indicarmi la via, ne sistemo uno che è franato; in alto su una roccia scorgo, in controluce, la sagoma di un camoscio; forse mi osserva; sul sentiero una cavalletta fugge nella mia direzione, sembra accompagnarmi.

Mi fermo a bere, sto sudando molto; guardo l'ora e l'altitudine, trecento metri di dislivello ancora, la punta mi appare lontana. Riprendo a camminare, fischi di marmotte sembrano prendermi in giro, come il tifoso con il calciatore che non corre abbastanza. Nell'ultimo tratto, quando capisco che sono quasi arrivato, passa la stanchezza e aumento il passo; inizio a vedere dall'altra parte della cresta, mi emoziona sempre, eppure di là non ci sono che altre montagne e vallate, posti in cui sono già stato. La prospettiva, però è sempre diversa; la natura, il tempo, la stagione, non si ripetono mai.

Quando arrivo in punta  sono felice, soddisfatto, eppure come diceva Hagel, sono solo sopra a un cumulo di sassi.

Forse sono pazzo, e molti potrebbero confermarlo, visto le decisioni che ho preso nella vita. Sono in piedi in equilibrio sul sasso più alto, contento come un bambino.

Guardo lontano i ghiacciai, la vastità delle montagne, guardo le nuvole sotto di me, guardo il mio paradiso.

Sento l'aria fresca e il calore del sole.

Ascolto il fruscio del vento e il battito d'ali di un gracchio alpino, ascolto il silenzio.

Respiro l'odore puro dell'aria, respiro la serenità.

Penso a me, alla mia vita, penso alle tristezze e alle gioie, penso all'amore. Non sono religioso, ma dentro il mio cuore ho una cosa grande. Sento che salirò le montagne per sempre.

 

(dal Manuale di escursionismo e sicurezza in montagna di Davide Zangirolami - Ed. Priuli e Verlucca)                                                                                                                                                                            

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2016 15:53
 

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